
Paola Boni nasce a Colorno (Pr) nel 1969.
Fin da bambina ama disegnare. Lascia le sue tracce su qualsiasi foglio bianco trovi nei paraggi. Convinta dalle persone a lei vicine, si dedica alla laurea in economia e commercio, per poi lavorare nell’azienda del padre.
A tempo perso, però continua da autodidatta a disegnare e a dipingere alcune tele ad olio. La sua ispirazione e tutti i suoi sogni sembrano sfumare in un momento brevissimo, quando una tromba d’aria distrugge le sue tele e la mansarda che rappresentava la sua fucina creativa.
Sconfortata, passa anni senza toccare più un pennello.
E’ nel 2005 che, grazie al libro di Lesley Harrison “Painting animals that touch the heart”, si innamora della pittura a pastello. Solo dal 2007 la sua passione si acuisce sempre di più. Sono inspiegabili le emozioni che prova nel dipingere: è come se avesse trovato una nuova risposta ad una vita in cui ormai non riusciva più ad identificarsi, utilizzando un semplice bastoncino.
Critiche:
Nell'arte di Paola Boni, laureata in economia ed autodidatta, c'è una vera e propria passione per una delle tecniche più semplici ed immediate, tecnoca appresa alla fine di un percorso formativo, affrontato da sola che l'ha vista cimentarsi, nei molti settori della tecnica pittorica, non ultimo l'olio su tela: il pastello. Ha esposto in Italia ed in Spagna, i suoi quadri fanno riferimento a paesaggi esotici, momenti di vita quotidiana, particolari di edifici, tramonti, volti nascosti; altri nascono dalla sua fantasia, altri ancora nature morte con la ripetizione di elementi figurativi come il bicchiere o la bottiglia di vino, la tazza, ecc; ancora altri a raffigurare gli animali.
Ma ancora... volti, figure femminili, realtà reinterpretate.
Tutto questo eseguito con l'uso della tecnica a pastello, con una resa grafica molto simile all'olio su tela, con colori a volte tenui, a volte forti, con dovizia di particolari. La varietà dei soggetti rappresentati e la padronanza della tecnica rendono sicuramente merito all'opera di quest'artista, soprattutto in quella sua produzione in cui si isolano alcuni elementi del discorso figurativo, rendendo più attuale la composizione.
Siamo sicuri che la sua volontà sperimentatrice e la sua tecnica incisiva la porteranno verso l'affinamento delle tematiche affrontate in chiave ancora più attuale.
Maria Irene Vario
Serena la visione artistica di Paola Boni, nella modulazione di un mondo raffigurato seguendo una avvertita esigenza di ritmo grafico nella coerenza della composizione. Si tratta di opere che sembrano tradurre nel segno e nel colore una serie di sottili vibrazioni della sua fantasia.
Partendo da una visione suggerita dalla natura e dalla realtà, si dipana quasi al di là dell’oggettività di questa, preferendo appoggiarsi su una libera invenzione, sul sentimento che si può ricavare dalle cose naturali. Questo è un modo senza dubbio interessante di proporre immagini che della natura usufruiscono per un riverbero di emozioni e per una esaltazione di sentimenti.
Dietro c’è la sincerità di un’artista che non si lascia distrarre da procedimenti tecnici oggi tanto di moda, articola il suo linguaggio espressivo con la generosità di un impulso umano e con il calore di una fresca umanità sensitiva che pur partendo da un sereno distacco, raggiunge vibrazioni ad un tempo penetranti e felici.
Dietro c’è senza dubbio un preciso, concreto suggerimento ideale che fa da strumento di esaltazione sentimentale.
Patorno Giacinta
Alla radice come stimolo ideativo della sua arte Paola Boni colloca una esplorazione memorativa dei luoghi della sua terra, una sorta di scenario inconfondibile nel profilo di cose e di ambienti di un tempo passato come a tracciare una sorta di flash black con al fondo una vibrante tensione malinconica. Il tono generale è come ricondotto nell'ambito di questa percezione visuale che ha una fresca dimensione esplorativa del reale, ma virtuosistiche, perchè alla base c'è il possesso convinto di una tecnica pittorica che coniuga mirabilmente, il tratto disegnativo completo nelle sue articolazioni descrittive e una tavolozza dalle tonalità fresche nella varietà degli accostamenti.
Ci si muove nell'ambito iperrealista: determinati accorgimenti tecnici conferiscono alla elaborazione finale, un tocco di inconfondibile vitalità espressiva secondo un criterio di naturalezza, per cui si può ben dire che la tecnica seguita permette alla Boni di restituire sul supporto una visione reale, ma quasi interiorizzata perchè connotata da trasparenze.
E' chiro che alla base c'è quella che consideriamo la virtù primaria della Boni, il segno che con la certezza della sua presenza agevola la razionale organizzazione e strutturazione dell'elemento cromatico.
La realtà fisica non è più vista nella semplice dimensione di una trascrizione naturalistica ma è descritta in chiave talvolta romantica.
Il racconto visivo si è arricchito di immagini e di visioni che si dispongono come una specie di percorso esplorativo della realtà, come se l'artista avesse superato il momento dell'emozione per giungere ad una costruzione espressiva avulsa da ogni compiacimento esclusivamente formalistico.
Calogero Cordaro
Paola Boni autodidatta e dedita, trascinata dalle emozioni, all'uso del pastello dal cui esclusivo utilizzo riesce a creare e ricavare delle opere complete là dove la precisione del segno non è da meno ma è sorretta e sostenuta dalla padronanza della tecnica colorostica e dalla pulizia e finezza d'esecuzione tanto che, la trasparenza del vetro, sembra realmente attraversabile con lo sguardo, e la materialità del piatto concretamente tangibile.
Dott.ssa Enrica Pasqua, storica e critica d'arte
Pastelli secchi: questa la tecnica prediletta da Paola Boni, sopraffina e sorprendente interprete della realtà, che riesce a rendere viva e palpitante, grazie alla sua maestria e tecnica eccezionale. I lavori di paola Boni vivono di trasparenze, velature, soffi di luce che invadono gli oggetti, che li rendono vicini, proprio lì davanti agli occhi, da toccare come fossero veri. La sua grande capacità di raccontare la bellezza della natura passa attraverso l'osservazione attenta e puntigliosa dei particolari e la lezione dei Fiamminghi risulta evidente e sensuale, con quel discorrere col colore con pennellate leggere, sfumate di pigmento, colpite da un raggio di luce che ne evidenzia l'essenza vitale. Un cristallo, la buccia di una mela, le pieghe della stoffa di una tovaglia, perfino lo schienale di una sedia restituiscono all'osservatore la magia e l'atmosfera dello spazio, che assume connotati simbolici, bloccato com'è in una scena statica, immobile e senza tempo. Paola Boni riesce in ciò che spesso gli artisti trascurano: unire tecnica e poesia, disegno e forma, composizione e armonia, con una cifra stilistica che rimane personale e originale. E' interessante visionare anche gli altri lavori di Paola Boni, per comprendere come l'amore per il pastello abbia reso particolarmente sensibile la sua arte e la sua interpretazione del reale. La ricerca della perfezione, della resa cromatica e luministica il più vicina possibile al vero rende ogni suo lavoro una sfida e un omaggio alla bellezza del mondo. Molto attiva nelle mostre e negli eventi artistici nazionali e internazionali, Paola Boni parteciper, a marzo all'Internazionale Italia Arte 2009, alla mostra "Il colore dell'anima" che si terrà a Cremona, arricchita dalla pubblicazione di un volume su cui sarà pubblicata una sua opera, alla Fiera di Forlì, dal 27 marzo al 30 marzo e, dal 14 al 27 aprile, alla mostra collettiva all "The Brick Lane Gallery" di Londra.
Anna Maria Bonavoglia